ORIGINI E STORIA DELLA CITTA'

DA ERACLE A ENEA

Chiunque voglia ricostruire le origini di Calatafimi si imbatte inevitabilmente nel mito di Eracle, che durante una delle sue fatiche si dice abbia ristorato presso le Terme Segestane.
Un grande poeta classico, Virgilio, narra invece che Enea, venuto per la seconda volta in Sicilia, dietro consiglio del padre Anchise, edificò o meglio gettò le fondamenta di Acesta, una città vicino al fiume Crimiso.

 
CALATAFIMI: L'UNICO DEI TRE CENTRI SOPRAVVISSUTO
Si può affermare quindi che Calatafimi sorge nel luogo in cui un tempo prosperò l'antica città di Acesta, di cui parla anche lo scrittore Pietro Longo nella sua opera "Ragionamenti istorici".
Grazie alla sua posizione geografica, Acesta acquisì molta importanza al punto che fu attribuito sobborgo Lo carico o Longarico sorto sulle falde di un’altra collina, oggi chiamata “li Fossi”. Un tempo la collina “li Fossi” era unita con quella di Acesta, ma in seguito ad una profonda voragine ne restò separata.
Calatafimi così è l'unico sopravvissuto dei tre insediamenti umani che sorsero sul territorio di Segesta dopo il suo dissolvimento.

 
UN NUOVO CASTELLO
Tra il VII e l’VIII secolo la città fu dotata di un nuovo castello : Castrum Phimes, ossia Castello di Phimes, sorto sull’area e sui ruderi di un altro antichissimo castello. 

 

ARABI
Sotto la dominazione araba (827) il nome latino Castrum Phimes vene ribattezzato Kalat-al-fimi, da cui derivò Calata-Fimi, e quindi Calatafimi.

 
NORMANNI
Liberata dai Normanni dal giogo Arabo fu tra le città appartenenti al regio demanio, e così si mantenne per oltre due secoli e mezzo fino al regno di Federico II d’Aragona.
Alla morte di Federico II d’Aragona (1336), fu data in appannaggio al terzogenito Guglielmo, con il titolo di Duca, e alla morte di questi (1338) passò al fratello Giovanni.
Nel 1340 Giovanni morendo la lasciò in eredità alla figlia Eleonora, la quale sposandosi la recò in dote al marito Guglielmo Peralta, detto “ Guglielmone”. 

 

I CONTI DI MODICA
Sotto i Conti di Modica gli agricoltori di Calatafimi dovettero subire l’obbligo del Terraiolo.
Sorto nel 1551 per spontanea e libera donazione dei vassalli di 1500 salme di frumento da pagare entro 5 anni, e divenuto poi nei secoli successivi un’odiosa ed esosa imposizione con grave danno economico di quelle popolazioni, nel 1848 la Corte Suprema di Giustizia dichiarava indovuto il Terraiolo.

 
IL TERREMOTO E IL COLERA
Nel 1693 Calatafimi subì gravi danni a causa di terremoti che desolarono gran parte della Sicilia; la città fu quasi distrutta e occorse molto tempo prima di poter risanare le miserie e rialzare le rovine prodotte dal violento moto tellurico.
Agli inizi del XVIII secolo, col suo territorio dal quale nel 1615 era stato smembrato il territorio di Vita con i suoi 14.000 abitanti era fra i più grossi comuni della provincia di Trapani. Nel 1837 una grave epidemia di colera ha mietuto molte vittime tra la popolazione.

 
BATTAGLIA DI PIANTO ROMANO
Il 15 maggio 1860 Calatafimi scrisse negli Annali della Storia Patria la pagina più nobile del Risorgimento Italiano. La celebre e vittoriosa battaglia di Pianto Romano, tanto valorosamente illustrata dall’Eroe Garibaldi e dai prodi picciotti e dai Mille, aprì il cammino luminoso della redenzione della Patria, e operò generosamente per l’unificazione dell’Italia.  
NUOVO NOME
Nel 1997, con una delibera del Consiglio Comunale, c'è stato infine un cambiamento di denominazione del paese da Calatafimi a Calatafimi Segesta.

 
SITUAZIONE ATTUALE
Il territorio di Calatafimi confina a nord con il territorio Castellammare del Golfo, a est con il Fiumefreddo e da sud a ovest con i territori di Alcamo, Santa Ninfa, Gibellina, Salemi, Vita, Trapani e Buseto Palizzolo.

 
CARATTERISTICHE AMBIENTALI
Il territorio è caratterizzato da una successione di basse e ondulate colline argillose rotte qua e là da isolati rilievi calcarei e animata dalle incisioni di una complessa rete idrografica i cui corsi d’acqua hanno lunghezza e bacini di modeste dimensioni. Questo sistema, oltre ad una serie di valloni e torrenti, annovera due fiumi: il Kàggera (l’antico Crimiso) e il Fiumefreddo. Dal punto di vista naturalistico, di grande pregio è il Vallone della Fusa che si insinua tra splendide, verdissime gole tra il Monte Pìspisa e il Monte Bàrbaro.
Abitanti: 7.144 (gennaio 2009, fonte: Istat)
Altitudine: 338 metri s.l.m.
Superficie: 154,79 kmq


CALATAFIMI SEGESTA È CITTÀ
Il 2 aprile 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso al Comune di Calatafimi Segesta il titolo di Città. Un prestigioso riconoscimento, motivo di orgoglio e di soddisfazione per tutta la comunità. Un titolo che riconosce a Calatafimi Segesta il prestigio storico e culturale che essa ha avuto nei millenni.  
Per l'occasione, il 29 dicembre 2009 sono stati organizzati i festeggiamenti in onore di questo importante evento.